Plafond Iva memo sul suo utilizzo

Plafond Iva memo sul suo utilizzo

La presente circolare quale spunto per ricordare alcune regole relative al rilascio della dichiarazione d’intento ed all’utilizzo del relativo plafond da parte dell’esportatore abituale.

In primo luogo, va ricordato che a partire dal 1° marzo 2017 l’esportatore abituale non può più rilasciare la dichiarazione d’intento a copertura degli acquisti effettuati in un determinato arco temporale (tipicamente l’intero anno solare), ma deve necessariamente scegliere una delle seguenti possibilità:

  • indicazione di un importo massimo, dal quale il fornitore “scala” l’importo delle singole operazioni mano a mano che procede con le forniture;
  • rilascio della dichiarazione per una singola operazione.

In relazione alla prima modalità (quella più utilizzata dalle imprese), già in passato è stato chiarito che nulla osta al rilascio di più dichiarazioni d’intento la cui sommatoria potrebbe anche superare il plafond disponibile dell’esportatore abituale, fermo restando che si dovrà monitorare con attenzione il corretto utilizzo al fine di non rischiare di “splafonare”.

Per quanto riguarda invece gli adempimenti dell’esportatore abituale, si ricorda l’obbligo di preventivo invio della dichiarazione d’intento all’Amministrazione Finanziaria e la successiva trasmissione al fornitore della ricevuta, il quale dovrà procedere alla verifica della stessa sul sito dell’Agenzia.

Venendo ora all’utilizzo del plafond, si era del parere che una volta rilasciata la dichiarazione d’intento al proprio fornitore, gli acquisti effettuati presso lo stesso dovessero essere in ogni caso non imponibili ad Iva (ovviamente nei limiti indicati nella dichiarazione stessa), non potendosi scegliere di volta in volta il regime Iva applicabile.

Con un recente provvedimento (n. 954-6/2018) l’Agenzia delle Entrate fornisce un’interpretazione innovativa, poiché consente al fornitore, su richiesta del cliente e nei limiti dell’ammontare comunicato, di emettere fattura non imponibile piuttosto che con Iva.

L’apertura è da salutare con favore poiché consente all’esportatore abituale di gestire in maniera più elastica il proprio plafond anche nell’ambito del rapporto con il singolo fornitore cui ha rilasciato la dichiarazione d’intento.